Cucù, sono Turlututù!

Leggere insieme ai bambini i libri di Hervè Tullet è un’ esperienza magica, l’ho scoperto con  Un libro e con Turlututù ne ho avuto la conferma. Il lettore e il bambino nella lettura vengono “risucchiati” dentro il libro e il bambino diventa il vero protagonista: può far partire un’astronave toccando un pulsante sulla pagina, può mescolare i colori agitando il libro e far asciugare la pittura soffiando. E se pensate che siano cose da niente per bambini abituati alle app, fate la prova. Turlututù diverte davvero i bambini! Forse perchè non si aspettano di poter essere loro i protagonisti, forse perchè questo alieno con un grande occhio al posto della faccia e un piccolo occhio vicino al cuore è davvero tanto simpatico e il suo mondo è si un po’ strampalato, ma tanto magico.
Ma d’altra parte a noi non importa sapere il perchè, l’importante è sapere che accade. E che accadrà ancora, perchè questa è solo la prima delle avventure di Turlututù.

Hervé Tullet
“Cucù, sono Turlututù”
Franco Cosimo Panini, 2012

Il libro bianco, app di Minibombo

Minibombo è una casa editrice nata da pochissimo che sembra promettere decisamente bene.  Cosa troveremo nei libri di questa casa editrice ce lo dicono loro:
“Storie senza né capo né coda; storie a cui dare un capo e una coda (ma anche dei baffi); barattoli di vernice; enigmi che non è importante risolvere; animali che vanno e che vengono; buchi in cui bisogna cadere; finali a sorpresa; peli di gatto.”
Ad una presentazione di questo tipo è quasi impossibile resistere! Nell’attesa di avere tra le mani un libro Minibombo, abbiamo provato l’app per i più piccolini nata dal libro Il libro bianco e ci è piaciuta un sacco!
Ci sono 10 simpaticissimi animali con i quali giocare prima di vederli andare via, e per scoprirli basta una pennellata di colore da dare con le dita. A ogni animale corrisponde un colore e si può sceglire con quale giocare semplicemente toccando il barattolo di vernice giusto (consigliatissimi i pinguini, barattolo nero!)

Nel video Giaime, 4 anni, da un assaggio dell’app, consigliata dagli editori per bambini a partire dai 2 anni.

Per iPhone, iPad e iPod touch
Età: dai 2 anni
Prezzo: 0,89 €

Storie contro le paure

Ultimamente mi capita sempre più spesso che un genitore mi chieda delle storie che aiutino i loro bambini a superare la paura. La paura dell’abbandono dei bambini piccolissimi, ma anche le paure che derivano dal contatto con le zone oscure dell’immaginazione nei bambini più grandi. Penso per esempio a mio figlio di 8 anni che già  l’anno scorso mi chiedeva se è vero che molte persone stanno perdendo il lavoro e se può succedere anche a suo padre e a me.
Pur consapevole che i libri da soli non possono offrire soluzioni, ho pensato di suggerire (ma anche di raccogliere come promemoria personale) un po’ di titoli di storie che parlano dell’ansia dell’abbandono, della paura del buio, e delle altre paure indefinite.

I tre piccoli gufi di Martin Waddel e Patrick Benson, Mondadori 2004
Tutti i gufi penano molto, anche quelli piccoli come Sara, Bruno e Tobia. Specialmente di notte, nel bosco, mentre aspettano che Mamma Gufa torni al nido, dopo la caccia. All’inizio si sentono coraggiosi, ma man mano che il tempo passa cominciano ad avere paura. E se la mamma non tornasse più?
Purtroppo, per le incomprensibili scelte degli editori italiani, credo che questo libro sia fuori catalogo (avevo già espresso il mio disappunto in un altro  post), ma speriamo torni presto!

Uh che paura! Anna Rouviere e Eric Battut, Arka, 2000
Pipistrelli, civette, ragni e topolini… Tutti animali che a volte spaventano i bambini. Ma c’è un modo divertente e tenero per riconciliarsi con i propri nemici

Ranocchio ha paura di Max Velthuijs, Bohem PRess, 2012
Ranocchio trema dalla paura! Nel cuore della notte gli pare di sentire strani rumori… Così cerca rifugio dai suoi amici. Ma purtroppo la sua paura è contagiosa e uno a uno si sentono tutti quanti spaventati.

Le paure fanno pace di Anselmo Roveda e Chiara Dottola, Lineadaria 2010
È sera, è ora di andare a dormire. Ma è anche l’ora delle paure: del buio, di restare soli, dell’acqua, di farsi male. A pensarci bene le paure sono proprio tante. Passa la notte, passano anche le paure!

Non dormi piccolo orso? Martin Waddel, Barbara Firth, Nord Sud 2008
Piccolo orso non riesce a dormire perchè ha paura del buio: riusciranno le attenzioni e le coccole di Grande orso a farlo finalmente addormentare?

Papà! 
di Philippe Corentin, Babalibri 1999
Immaginate di svegliarvi in mezzo alla notte con un mostro nel vostro letto. È terrificante, ma può avere un risvolto inaspettato…

Grat grat cirp splash di Kitty Crowther, Babalibri 2011
Il piccolo Giacomo è un ranocchio molto bravo e ubbidiente, ma quando cala la notte, la paura è più forte di lui. Non vuole lasciare l’abbraccio della mamma e desidera con tutto il cuore che la storia che il papà gli racconta, seduto sul suo letto, non finisca mai.

Quando avevo paura del buio di Mireille D’Allancè, Babalibri 2002
La mamma ha lasciato la porta della camera aperta e la luce accesa nel corridoio, ma Roberto sa che i mostri arriveranno lo stesso. Cosa fare?

Ci sono cose che fanno paura a tutte le età di Florence Perry Heide illustrato da Jules Feiffer, Ape Junior, 2003
Essere abbracciati da chi non ti piace, pattinare in discesa senza sapere come fermarsi,
diventare grandi… ci sono cose che fanno paura, ma sono anche molto divertenti.

Lison ha paura di Perrine Ledan e Lotte Brauning, Topipittori, 2012
La piccola Lison ha paura. Di cosa? Lison non lo sa. Mamma e papà, zii e cugini, parenti e amici a turno, interpellati dalla piccola, cercano di rassicurarla e di capire cosa la spaventi tanto. Il lupo? No, non si tratta del lupo. La strega? No, non si tratta della strega. E allora sarà la morte. No, non lo è. Ragni, pipistrelli, licantropi? Macché! Lison, un po’ spazientita, spiega che tutte quelle cose non sono affatto paurose…

E infine un albo dedicato anche alle mamme, che in quanto a paure non scherzano.
Paure di mamma di Beatrice Masini illustrato da Alireza Goldouzian, Arka 2011. Io lo trovo poco adatto ai bambini piccoli, ma rappresenta perfettamente l’angoscia materna nei confronti dei  lupi “moderni”. Quando l’ho letto ho pensato: “mamma capra sono io!”

Nota: l’illustrazione di Lotte Brauning è trata da Lison ha paura

Filastrocca del narratore di storie ai bambini

Cuore di fiaba che C’era una Volta
Fammi trovare un bambino che ascolta
Come un curioso scoiattolo attento
Trova una storia e ascolta contento
Ride se è buffa, piange se è triste
Si meraviglia di cose mai viste
La storia è bella, la voce è pronta
Ma resta muta se non la racconta
La sera è poca, la fiaba è molta
Voglio un bambino che ascolta

Bruno Tognolini
Le filastrocche della Melevisione
Gallucci 2011

 

I Fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore, William Joyce, Rizzoli 2012

libri volantiSe ancora non avete visto il meraviglioso cortometraggio animato The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore di William Joyce, vincitore del Premio Oscar nel 2012 come miglior cortometraggio d’animazione, dovete porre al più presto rimedio. E’ una storia sulle storie, che possiamo vedere da due punti di vista: le storie hanno un potere salvifico, ma hanno a loro volta bisogno di essere “salvate”. Un atto d’amore dunque al potere magico della lettura, ma anche un invito, oggi più che mai, a salvaguardare i libri e le biblioteche.
Ed è quello che fa appunto Mr. Morris Lessmore dopo esser stato trasportato da un terribile uragano, che lo coglie proprio mentre sta scrivendo la storia della sua vita, in un luogo lontano e magico abitato dai libri (ce ne sono un sacco di questi luoghi eh. . .  si chiamano biblioteche!).

Ma la novità è che ora I Fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore è anche un bellissimo albo illustrato (in Italia edito da Rizzoli) che ripropone intatta tutta la magia del cortometraggio.
Perchè gli albi illustrati di qualità sanno fare anche questo, giocano con le figure e con i colori, aggiungono magari delle parole giuste e attivano la magia. A questo punto sono pronti a salvare il lettore e ad essere salvati da lui.

La maestra è un capitano, libro e app

Le illustrazioni divertentissime e originali di Anna Laura Cantone, i suoi personaggi con grandi occhi a palla che poggiano quasi su nasoni enormi, divertono e regalano momenti di piacere anche da sole, ma quando incontrano parole come quelle di Antonio Ferrara, insieme danno vita a qualcosa di veramente speciale. La Maestra è un capitano (Coccole e Caccole, 2012) è la storia, raccontata in prima persona, “di una maestra presa tra carenza di carta igienica, tabelline, vita privata e domande filosofiche degli alunni. Sono proprio i suoi studenti a chiamarla “il capitano della nave”. Sono loro, la loro curiosità, la loro disarmante onestà intellettuale e la loro spudorata voglia di capire a dare il senso all’impegno quotidiano e alla missione della maestra. Sono loro l’antitodo allo sconforto… altro che lo spread!” (dalla recensione di Centostorie).

Un libro sicuramente da consigliare dunque e da qualche giorno, grazie alla partnership tra la casa editrice Coccole Books (già Coccole e Caccole) e Biblon, è disponibile anche l’applicazione per iPad.
Ma che dire della app? Premetto che, come ho già scritto in questo blog, non so nemmeno io ancora bene cosa “chiedo” a una app di storie per bambini e premetto anche che finora ne ho viste davvero poche, però sono rimasta un po’ delusa. La grafica mi è parsa molto bella e come in tutte le book app c’è la possibilità di leggere da soli la storia o di ascoltarla da una voce narrante, ma per il resto si tratta semplicemente del libro cartaceo trasferito su iPad. Sono infatti praticamente inesistenti gli elementi interattivi, se si esclude la possibilità di ruotare le immagini allargando o restringendo il campo e la presenza di una sezione “disegna”. Il dubbio che mi viene (e, sottolineo, è un dubbio vero e non mi sono data dunque una risposta) è quanto possa essere “utile” un’app di questo tipo. Mi spiego: se propongo a mio figlio di 7 anni un libro cartaceo come La maestra è un capitano si incuriosisce, ricorda altri libri illustrati dalla stessa autrice, e anche se al momento sembra essere attrato solo dalle Cipolline di Garlando, è anche probabile che lo legga. Nell’iPad per il momento non lo ha degnato di un secondo sguardo. Che il figlio al contrario della mamma sappia precisamente cosa ci si deve aspettare da una book app?

Finalmente iPad e finalmente Nosy Crow

Il tanto agognato tablet è finalmente arrivato in famiglia e abbiamo anche noi potuto sperimentare alcune delle app suggerite nei siti e nei blog che si occupano di risorse digitali per bambini e ragazzi. Come mamma e bibliotecaria sono molto curiosa verso le possibili interazioni tra media digitali e storie per bambini per cui una delle prime app che ho scaricato è stata The three little pigs di Nosy Crow:  delle app di questa casa editrice avevo infatti letto ottime recensioni.

Ora non intendo inserirmi nel dibattito storie di carta vs storie di byte o pixel, perchè per quanto mi riguarda questo dibattito non ha senso, e d’altra parte non credo di avere ancora un’idea ben precisa delle caratteristiche che una app di storie per bambini debba avere per poter essere definita di qualità. Ma posso sicuramente dire che a noi The three little pigs  di Nosy Crow è piaciuta moltissimo. I bambini adorano ascoltare la voce che legge e ormai sono bravissimi a ripetere con voce arrabbiata “Then I’ll huff, and I’ll puff, and I’ll blow your house down!” E’ incredibile poi vedere come riescano a “scovare” gli elementi interattivi: mentre io per avere una idea chiara ho dovuto leggere la sezione “help”, loro avevano già scoperto da soli come far parlare i porcellini, aiutarli a costruire la loro casa, trovare il ragnetto nascosto, allargare la scena etc.

Pre quanto mi riguarda ho apprezzato moltissimo le illustrazioni, il loro dire altro e “di più” rispetto alla storia, l’effetto comico di mamma porcellina che passa l’aspirapolvere o del lupo che arriva alla guida di uno sgangherato furgone. Certo, questi sono elementi che avrei potuto apprezzare anche in un albo illustrato di carta, ma volete mettere riuscire a far andare più veloce il furgone o fermarlo e sentire i freni che stridono e magari fargli fare anche una capriola? Ecco, è un dare “di più nel di più”.  Perché forse anche nelle app di storie per bambini l’importante è evitare quelle che Munari a proposito degli albi illustrati definiva “ridondanze”. E Munari era uno che di libri interattivi ne capiva un sacco.